Il contratto di locazione ad uso abitativo, secondo quanto stabilito dall’art. 1 L. 431/1998, è affetto da nullità assoluta nel caso in cui non venga stipulato in forma scritta. Tale forma è volta a tutelare la generalità dei consociati dall’evasione fiscale.

Nel caso in cui il contratto di locazione venga stipulato solo verbalmente tra le parti, la nullità dello stesso è rilevabile da ciascuna delle stesse e non è sanabile.

Un’ipotesi eccezionale è quella in cui il locatore abbia imposto coattivamente ed abusivamente al conduttore la forma verbale del contratto. In tal caso la nullità dello stesso è definita di “protezione”. La stessa è denunciabile non da entrambe le parti ma dal solo conduttore.

In tal senso si è pronunciata la Cassazione in seguito alla richiesta di sfratto per morosità avanzata dal proprietario di un immobile nei confronti del conduttore. Quest’ultimo si opponeva all’esecuzione adducendo la nullità del contratto per mancanza di forma scritta.

Il Giudice, in tal caso, ha dovuto accertare non solo che il contratto fosse stato stipulato verbalmente, ma anche che tale forma fosse stata imposta dal locatore e subita dal conduttore contro la sua volontà.

La coazione posta in essere dal locatore deve essere idonea ad influenzare il processo di formazione della volontà del conduttore. In caso di riscontro positivo, il canone sarà determinato nella misura indicata dalla legge. Il conduttore, inoltre, avrà diritto alla restituzione dell’eccedenza pagata.

Autorità: Cassazione civile

Data: 17/09/2015

Numero: 18214

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