Dal 2017 cambiano le regole per l’esame di accesso alla professione forense. Vediamone i profili salienti:

– la pratica forense, della durata di 1 anno e 6 mesi può svolgersi presso uno studio legale o in Tribunale attraverso l’affiancamento di un magistrato;

– la pratica forense può altresì essere svolta in altro paese UE per 6 mesi e può essere anticipata durante l’ultimo anno di corso di studi universitari;

– è obbligatoria la frequenza con profitto e per un periodo non inferiore a 18 mesi ai corsi di formazione;

– è possibile svolgere durante la pratica un’attività lavorativa che non ne ostacoli il proficuo compimento;

– ottenuto il certificato di compiuta pratica è possibile iscriversi telematicamente alla sessione annuale dell’esame di avvocato, consistente in 3 prove scritte ed in un colloquio orale;

– le prove scritte hanno una durata di 6 ore ciascuna e dovranno essere sostenute senza l’ausilio dei codici commentati con la giurisprudenza;

– la prova orale verterà sulle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale, ed in aggiunta altre due materie a scelta, in particolare le domande non saranno liberamente poste a discrezionalità della commissione, ma verranno estratte da un maxi database, istituito presso il Ministero della Giustizia.

Fonti: Decreto Ministero, Giustizia 17/03/2016 n° 70, G.U. 19/05/2016.

 

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