Il recente D.lgs n. 7/2016 ha previsto la depenalizzazione del reato d’ingiuria ex art. 594 c.p., il quale prevedeva la reclusione fino a sei mesi o la multa fino ad € 516,00 per chiunque offendesse l’onore o il decoro di una persona presente. La stessa pena era prevista per chi compisse il fatto mediante comunicazioni telegrafiche o telefoniche, scritti o disegni diretti alla persona offesa.

In seguito alla recente modifica legislativa, invece, la sanzione ora prevista è esclusivamente pecuniaria, per un importo che va da € 100,00 ad € 8.000,00.

Nel caso in cui le offese siano reciproche, però, il Giudice può decidere di non applicare la sanzione ad uno o entrambi gli offensori, specialmente nel caso in cui “il fatto sia stato commesso nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui e subito dopo di esso”In tale ultimo caso, infatti, il comportamento tenuto non è sanzionabile.

Quali gestacci e parole possono, quindi, comportare il pagamento di una multa?

Secondo la Cassazione, il reato d’ingiuria non si consuma solo attraverso lo scritto o la parola, ma può compiersi anche attraverso comportamenti, ovvero atti materiali, che manifestino un sentimento di disprezzo verso la persona offesa. Tali gesti, quindi, affinchè integrino l’ingiuria, devono essere tali da offendere l’onore ed il decoro della persona offesa. Un esempio possono essere, infatti, il “dito medio” o le “corna”.

Anche una spinta o una sberla di lieve entità, comunque, possono presentare il carattere dell’ingiuria, in quanto nel caso in cui superassero tale limite si parlerebbe del reato di percosse e lesioni ex artt. 581 e 582 c.p.

Su tale specifico punto si è pronunciata la Suprema Corte, affermando che “lo schiaffo, per poter presentare il carattere dell’ingiuria, deve essere espressione di una violenza simbolica, costituita da leggero contatto fisico e diretta, in modo palese, a manifestare disprezzo evitando una sia pur minima sofferenza fisica”.

Quali invece non integrano l’ingiuria?

Delle recentissime pronunce giurisprudenziali hanno affermato, per fare degli esempi, che non integra l’ingiuria innaffiare qualcuno con la pompa dell’acqua. Tale gesto, infatti risulterebbe inidoneo a ledere l’onore ed il prestigio della persona offesa.

Ancora, non è ingiuria proferire nei confronti di una persona le seguenti frasi: “Vergognati sei sulla bocca di tutti”, “sei poco furbo”, “è scandaloso il tuo comportamento”, “stai zitto e non dire belinate”, “io sono più intelligente di te”.

Fonti:

Cass.pen. n. 460/2014;

Cass.pen. n. 12674/2010;

Cass.pen. n. 36297/2001;

Cass.pen. n. 20258/2016;

Cass.pen. n. 451/2015;

Cass.pen. n. 35027/2015;

Cass.pen. n. 25517/2015.

 

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