Secondo quanto stabilito dall’art. 547 c.p.c., “il terzo, personalmente o a mezzo di procuratore speciale o del difensore munito di procura speciale, con dichiarazione a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente o trasmessa a mezzo posta elettronica certificata, deve specificare di quali cose o quali somme è debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna. Deve altresì specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli sono state notificate o che ha accettato”.

Cosa succede, quindi, nel caso in cui non ottemperi a tale obbligo?

In caso di mancata dichiarazione da parte del terzo, lo stesso sarà tenuto a comparire all’udienza fissata dal Giudice, ex art. 548 c.p.c., così come da avvertimento contenuto nell’atto di pignoramento.

La predetta norma, infatti, prevede che “quando all’udienza il creditore dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione, il Giudice, con ordinanza, fissa un’udienza successiva. L’ordinanza è notificata al terzo almeno dieci giorni prima della nuova udienza”.

Nel caso in cui il terzo decida di non presentarsi all’udienza o di comparire, rifiutandosi di fare la dichiarazione, è sempre lo stesso art. 548 c.p.c. a stabilirne le conseguenze.

In tal caso, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.

In altre parole, in caso di mancata dichiarazione del terzo, quest’ultimo verrà dichiarato debitore. Le somme in questione, inoltre, saranno esigibili immediatamente o in un termine non maggiore a novanta giorni. Le stessa verranno poi assegnate dal Giudice ai creditori concorrenti.

Tale regola vale anche nel caso in cui il debitore abbia già precedentemente effettuato una dichiarazione relativamente ad altri debiti dello stesso soggetto debitore?

La risposta è positiva.

L’art. 550 c.p.c., infatti, afferma che “se altri pignoramenti sono eseguiti dopo che il terzo abbia fatto la sua dichiarazione, egli può limitarsi a richiamare la dichiarazione precedente e i pignoramenti ai quali si riferiva”.

Il creditore, quindi, onde evitare di essere ritenuto debitore, dovrà in ogni caso effettuare la dichiarazione prevista dall’art. 547 c.p.c., anche semplicemente facendo un richiamo a quanto precedentemente già dichiarato.

Fonte:

Artt. 547-548-550 c.p.c.

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