Nonostante sia previsto che il conduttore moroso, per mancato pagamento del canone di locazione alla scadenza, veda risolto il suo contratto (ai sensi dell’art. 5 L. 392/78) e contro di lui venga avviato procedimento di sfratto per morosità, la Legge dell’equo canone all’art. 55 consente all’affittuario di adempiere direttamente in udienza. La sua morosità risulterà sanata ed il rapporto di locazione potrà proseguire tra le parti.

Il favor legis nei confronti del conduttore-affittuario è ancora più evidente ai commi successivi dell’art. 55. Nel caso di “comprovate” condizioni di difficoltà, relativamente al pagamento dei canoni di locazione, il giudice può concedergli il cosiddetto “termine di grazia”. Questo costituisce tempo utile per permettere allo stesso di adempiere. Tale termine va fino ad un massimo di 90 giorni. Successivamente, in una ulteriore udienza, verrà verificato il pagamento effettivo.

La Suprema Corte, con sent. 5540/2012, ha precisato che il conduttore è tenuto ad estinguere tutte le morosità. Ciò significa che è necessario pagare tutto quanto dovuto per canoni, oneri, accessori, interessi e spese fino alla scadenza del termine di grazia.

Caso diverso è quello della morosità incolpevole. Quest’ultima viene così chiamata perchè indipendente dalla volontà del conduttore. Esiste, in tali casi, un Fondo che sopperisce questa situazione di difficoltà.

Concludendo, il legislatore ha così ritenuto che da tale comportamento del conduttore non derivi alcun danno per il locatore, salvo la mera perdita di fiducia nei suoi confronti.

Fonti: Legge 392/78 dell’equo canone

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