L’art. 2054 c.c. stabilisce che “il conducente del veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. Il proprietario del veicolo, o in sua vece l’usufruttuario o l’acquirente con patto di riservato dominio, è responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo”.

Nel caso di tamponamento tra due veicoli, però, si presume che la colpa sia di chi tampona, a causa dell’inosservanza delle prescritte distanze di sicurezza, ex art. 141 del Codice della Strada, salvo che il danneggiante non riesca a dimostrare che il sinistro si sia verificato per causa a lui non imputabile.

Ipotesi diversa è quella del tamponamento cd. “a catena”, che coinvolge generalmente più di due autovetture, in presenza della quale, al fine di individuare il soggetto al quale chiedere il risarcimento dei danni, occorre distinguere il caso in cui i veicoli fossero in movimento o fermi (es. incolonnati a causa del traffico o fermi ad un semaforo).

Nel primo caso, ovvero quando i veicoli sono in movimento, si applica ai veicoli intermedi il predetto art. 2054 c.c. comma 2, con conseguente presunzione di pari concorso di colpa per inosservanza delle distanze rispetto al veicolo antistante, salvo prova contraria. Sul piano delle conseguenze risarcitorie ciò comporta che ciascun conducente sia responsabile dei danni subiti dal veicolo che lo precede e sia pertanto tenuto a sopportare in proprio le spese eventualmente occorse per la riparazione dei danni alla parte anteriore del suo veicolo. Lo stesso ha però diritto ad essere risarcito, da chi lo ha a sua volta tamponato, per il danno subito alla parte posteriore del veicolo.

Il primo veicolo della fila, diversamente, beneficia della presunzione di responsabilità del veicolo tamponante ex art. 2054 c. 1 c.c., mentre l’ultimo veicolo della fila, il quale ha dato inizio al tamponamento, è gravato dalla presunzione di responsabilità.

Nel secondo caso, invece, ovvero di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna stessa. Le richieste risarcitorie, pertanto, andranno rivolte solo a quest’ultimo.

Occorre precisare, infine, che l’ipotesi del tamponamento “a catena” esula dall’applicazione dell’indennizzo diretto, con la conseguenza che la domanda risarcitoria non andrà inoltrata alla propria compagnia di assicurazione, bensì a quella del veicolo responsabile.

Fonte: Ex multis, Cass.civ., 19.02.2013, n. 4021

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